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di Teodosio Martucci DOMODOSSOLA. È la struttura formale e critica creata dal gesto il nucleo vitale, radicalmente espressivo della pittura di Pietro Giovanola. L’espressione intensa del colore, il sovrapporsi dei vari strati di materia, sembrano caratterizzati da un inconscio desiderio di riempire e coprire lo spazio pittorico idealmente rappresentato e vissuto fisicamente. Ma proprio in questa azione di ‘’riempimento’’, in cui la pennellata sciolta s’allarga per l’insieme della composizione, il dipinto respira, dilata la sua inquietudine evocativa e il senso di apertura dell’immagine all’organicità della realtà ambientale e totale. L’intervento di tinte pure, liberamente accostate, il dissolversi del disegno nella forma-colore, la mancanza del nesso plastico evidenziato dal tradizionale chiaro scuro denotano nella pittura di Giovanola una matrice tecnica impressionistica che, poi, l’artista annulla in virtù d’una concezione della natura come contrasto di forze vitali, non solo superficialmente di colori o luminosità. Certo il colore e la luce sono drammaticamente presenti dei dipinti dell’artista, ma la radice del loro contrasto, del conflitto di valori cromatici e materici non è in relazione ad un discorso di ‘’oggettività’’, di naturalistica rappresentazione della realtà osservata; rivela, piuttosto, un bisogno psicologico di dialogo e confronto profondo con la natura stessa, con il suo linguaggio ancor prima che raffigurazione. Il contatto dell’artista con l’ambiente circostante, il fiero alternarsi di boschi e vallate così intensamente liberate nei suoi dipinti, è puro e indomito come il pensiero e il volto di quelle montagne poeticamente ‘’scolpite’’ dalla sua energica e luminosa gestualità pittorica. Nelle opere di Giovanola si può cogliere una duplice lettura, una visione immediata “astratta” e un’altra che si rivela solo in secondo tempo, mostrando allo spettatore il soggetto decritto come se guardasse contemporaneamente due quadri sovrapposti. Questa duplice interpretazione dona alle sue opere una profondità che affascina, lasciando emergere un’immagine dall’immagine. Mauro Chiodoni
La struttura della pennellata, lo spessore significante del gesto e il gusto per la cromia che si diversifica in potenza, definiscono il taglio compositivo degli spazi espressionistici e del linguaggio che si svela nell’opera di Pietro Giovanola. La natura è vivente e come essere vivente trasmette deliri e pacatezza, violenza e stasi sublime. L’ informale di Giovanola non è una scelta a priori, uno schierarsi con l’una o con l’altra tendenza artistica, ma un vero e proprio misurarsi con l’ispirazione e con l’oggetto d’ispirazione, tematica prima del suo fare artistico: la natura appunto. Dario Gnemmi
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