
Con altre squadre del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, anche i Volontari di Villadossola e della provincia di Verbania sono accorsi per dare aiuto alle persone colpite dal terremoto che ha devastato l'Abruzzo. Siamo a Petogna, frazione di Barisciano, a 760 metri di quota; fa molto freddo e di notte la temperatura cala ai 2-3 gradi. Anche la pioggia persistente ha avvelenato l'ultima settimana d'aprile. Qui la Regione Piemonte ha allestito più di un campo per sistemare coloro che sono rimasti senza un tetto. Uno dei campi è gestito interamente dai volontari AIB che provvedono ai pasti per 250 sfollati, a mezzogiorno e a sera. Uno degli ultimi gruppi partito da Premosello, per aggregarsi agli altri volontari già sul posto, era composto da 17 volontari appartenenti a più squadre della Provincia e ha trasportato sei roulotte, di cui alcune donate, e le altre recuperate dall'AIB provinciale. Una roulotte è ora utilizzata come servizio medico nella frazione di Petogna, un'altra serve come ufficio comunale distaccato, un'altra ancora è adibita per le Poste. Le altre tre roulotte sono state messe a disposizione di famiglie con bambini piccolissimi, che avevano maggiore necessità di abbandonare le tende. Luigi Arzuffi, caposquadra Aib a Villadossola, racconta: <<L'impatto che si prova giungendo in quei paesi distrutti è molto triste, perchè quelle persone non hanno più niente. Nel contempo subentra una reazione forte di collaborazione, una voglia d'aiuto perchè uomini e donne non hanno più casa, non hanno più un lavoro, indumenti per cambiarsi. Vivono nelle tende e intorno non c'è più niente. Tutto distrutto>>. Le giornate trascorrono monotone, tutte uguali, con la disperazione che fa da padrona nei pensieri degli adulti e la paura che ancora regna ovunque. <<I bambini sono terrorizzati >> - rivela Arzuffi. <<Ogni tre o quattro ore arriva una scossa più o meno forte, con una scossa che ha superato i 4 gradi di magnitudo. Appena si sente i bambini iniziano a piangere, cercano i genitori, i nonni>>. Molte le sensazioni che rimangono. <<I bambini sono molto tristi e risentono del dramma. Gli adulti però manifestano grande dignità. Non li ho mai sentiti lamentarsi, ma li ho solo visti pervasi da una voglia di riprendere, di riemergere>>.
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