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Una "scintilla" su Facebook, di Giorgio Quaglia Stampa E-mail

Questo libro raccoglie gli scritti di Giorgio Quaglia apparsi sulla propria bacheca nel noto social network Facebook e sul blog “pqlascintilla”, condiviso con il sottoscritto; in pratica, un anno di interventi di uno dei più attivi e lucidi intellettuali che operano nel Verbano Cusio Ossola, il quale ha dimostrato così anche la sua ponderata propensione a un uso moderno e funzionale della Rete informatica. Nel volume ci si imbatte in pagine zeppe di aforismi brucianti, giudizi caustici che costituiscono una sintesi polemica e ironica, in grado di stigmatizzare in modo spietato le miserie del “palazzo” o le debolezze della società contemporanea. Certe sue espressioni valgono un editoriale, perché in esse si condensano considerazioni, opinioni o commenti che costringono chi legge a riflettere; messe, poi, qui tutte in fila, risultano ancora più graffianti e “scintillanti”. Questi “pensieri” arguti spaziano in una gamma notevole di notizie, cronache, avvenimenti politici interni o internazionali, tematiche diverse reperite dall’informazione giornalistica e televisiva quotidiana, che l’autore sviscera confutando da par suo attraverso i titoli delle note: un fuoco pirotecnico di vicende e di piccoli colpi di abilità (linguistico-formale), appena abbozzati e subito conclusi, ma sempre di bruciante forza espressiva via a via più marcata e r-affinata dopo i primi mesi di “rodaggio” sulla pagina di Facebook. La quale, nel presente testo, viene ancor di più evidenziata come una singolare commistione fra liberi pensieri, appunti critici, articoli (apparsi sul settimanale Eco Risveglio), poesie, consigli di lettura, ecc. diventando nel contempo “punto di riferimento” culturale e tema di confronto. E se il livello assume toni di alta e commovente liricità – come nel componimento “Un po’ della mia morte” scritto poche ore prima della scomparsa del padre – il più delle volte, come già affermato è l’ironia, sebbene spesso amara, che ammanta le parole e l’insieme delle considerazioni. Inoltre - attraverso esilaranti acronimi, la forma portante di molte note - l’autore prefigura l’esito di vicende e il giudizio su personaggi politici di livello mondiale, come nel caso del Presidente USA chiamato fin dall’inizio “Obambush” e di recente pure “Bushama” (e interessante è la relativa analisi pubblicata sul blog) o del fallimento del vertice sul clima di Copenhagen, sintetizzato giorni prima nel lapidario “Floppenhagen”. Ci sono, infine, i numerosi politici di ogni tendenza e i personaggi pubblici “messi a nudo” con magistrale “spietatezza sarcastica e dissacratoria”, proprio in rapporto a scelte, atteggiamenti e dichiarazioni riportate con enfasi dai mass media. Fra questi, spiccano per ricorrente incisivo “utilizzo” le due massime autorità istituzionali politiche e religiose, ossia il Presidente della Repubblica Napolitano e Papa Ratzinger; con il primo – in seguito al giudizio su un suo (più o meno volontario) ruolo “dimezzato”, sottotono, fin troppo equilibrato – chiamato prima “Napoli”, poi “Napo”, quindi “Nap” e infine solo “N”. In generale, sotto la “lente” critica severa di Giorgio Quaglia sono passati al setaccio gli aspetti più deleteri e comuni della massa di cittadini, “utenti” poco consapevoli della Politica e del Mercato, con innumerevoli frasi “rivelatrici” appunto di una realtà socioculturale di solito celata o non percepibile ai più. Anche gli articoli e i saggi, ripresi dal blog “pqlascintilla”, sono pungenti e provocanti ed evidenziano, con vocazione tutta civile, le esigenze di carattere sociale e politico, oggi più sentite e urgenti, amplificando nella sostanza i concetti racchiusi nelle altre due parti del volume, con analisi più articolate e approfondite, vista la lunghezza dei pezzi. Analisi, oltretutto, che – attraverso lo strumento di Internet – si inseriscono nel dibattito non solo nazionale, con una taratura di originalità e spirito profetico davvero significativi. Ne costituiscono un esempio forte gli articoli sull’economia mondiale, sull’Europa, sulle nuove generazioni o sul Presidente degli Stati Uniti, già menzionato. "Evocatorio" e "impregnato", nell'originale e bella copertina e in molti richiami nel testo, dell'immagine e delle opere di Pier Paolo Pasolini, nell’insieme dunque il libro - che è ormai il quinto dato alle stampe da Giorgio - mantiene uno stile agile e un ritmo fluido attraverso cui i lettori hanno potuto e potranno cogliere la semplicità e la chiarezza delle sue scelte e delle sue visioni del mondo - fra l’altro con la solita inflessibile e totale avversione alle guerre - quale sia il suo pensiero e per quali idee si batta e chieda di battersi. Tutta la sua produzione letteraria, comunque, è percorsa e impregnata da un unico impulso: esercitare il diritto, per sé e per gli altri, a vivere con passione. Giuseppe Possa 


Nato a Domodossola nel 1952, Giorgio Quaglia ha pubblicato “Poesie” (Rebellato Editore), “Il piacere di scrivere” (Edizioni Sicam), “Le stagioni del cuore” (Poesie, Ed. Controcorrente), “Sindacalista a chi?!” (Ed. Report). Ideatore e fondatore nel 1975 - insieme ad altri giovani della Val d'Ossola - del circolo culturale “Pier Paolo Pasolini” e del collegato opuscolo  "La Scintilla", ha profuso il suo impegno scrivendo su giornali e riviste intorno ai grandi temi sociali, con stile scorrevole e immediato, aperto alle più contraddittorie esperienze, capace di smuovere i lettori e se necessario persuaderli. Polemista istintivo ma cosciente, è sempre stato attento a cogliere tutti gli stimoli che, di volta in volta, gli si presentavano con degli interrogativi inequivocabili (le lotte studentesche e dei lavoratori, i giovani, gli anziani, le donne, i diseredati, l’ambiente, l’ecologia, l’antimilitarismo, ecc.). 

 

 
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